Il ds ha la volontà di costruire un’identità partendo dagli italiani ma il mercato potrebbe non essere d’aiuto
Costruire un Torino dall’ossatura italiana. Questo il desiderio di Petrachi: nell’intervista rilasciata ieri il ds ha parlato anche di questo, facendo riferimento a quel suo Torino che aveva in Darmian, Vives, Moretti, Bovo, Gazzi e Sirigu e proseguendo con Belotti e Immobile, un’identità italiana. Facendo riferimento a questa stagione ha spiegato: “A gennaio per esempio ho preso Prati, un ragazzo con prospettive. A me piacerebbe ricreare quel gruppo di ragazzi che possa poi dare struttura e solidità per il futuro. Per poi, da lì, aggiungere qualche straniero“.
Parole che al momento non trovano un grande riscontro, considerato che il destino degli italiani in rosa è tutto ancora da scrivere.
Dubbi in porta ed enormi punti interrogativi in difesa
Affinché si venga a creare quel blocco italiano di cui il ds granata ha parlato, il Torino necessiterebbe di almeno un giocatore italiano per reparto che, ad oggi, non c’è. I calciatori italiani in rosa sono attualmente sei: Paleari, Siviero, Biraghi, Marianucci, Casadei e Prati. Per molti di loro il destino è tutto da decidere.
La prima questione riguarda la porta dove, attorno al futuro di Paleari regna l’incertezza. La società granata, infatti, dovrà decidere se puntare su un altro primo portiere, relegando il numero 1 in panchina, oppure puntare ancora sull’attuale titolare anche per la prossima stagione. Anche il futuro di Siviero, 3° portiere granata, non è chiaro: potrebbe andare in prestito per trovare continuità.
Biraghi e Marianucci, destino lontano da Torino
Diverso il discorso per Biraghi e Marianucci, il primo dei quali è da tempo fuori dal progetto e con un’offerta lascerà Torino, mentre Marianucci, al termine della stagione tornerà a Napoli poiché in prestito secco. La posizione di Casadei, il quale da tempo ha perso il posto da titolare, è delicata e anche per lui il futuro è incerto: evidente, però, che sia uno di quei giocatori attorno al quale costruire la squadra, per arrivare a quel blocco italiano di cui Petrachi parlava. Un giocatore, oltretutto, che con il ribaltone in Nazionale potrebbe ripartire pure in azzurro, dopo tutta la trafila fino all’Under 21.
Prati, futuro da scrivere
E poi c’è Prati: un altro italiano il cui futuro dipenderà da diversi fattori. Non è di proprietà granata, è in prestito e i 6 milioni per il suo riscatto sono quelli che il Torino dovrà decidere di spendere (oppure no) per confermarlo.

Carie paiasu cuntabale vattene
Petrachi non ha ancora capito un tubo parla per tirare l’acqua al suo mulino ma la gente è stufa stanca e non si fida più di Cairo , ormai è tardi in più per fare un blocco italiano ci vogliono anni e noi Cairo non lo vogliamo più , in… Leggi il resto »
Si spera di tirare fuori qualcosa di buono da Casadei. Il resto spero di non rivederlo con la maglia granata